February 9th, 2010
Categoria: Communications, FlussoDi(in)Coscienza, PhotoClick, SimpleDiary
Vedi alla voce, come perdere il proprio regno.
Grandi cambiamenti, ed il primo a risentirne è sempre il sonno.
Notte e meccanismi di pensieri spaiati, notte e domande e nessun Morfeo a chiudere le palpebre.
Mpffffff.
E dunque pensi. Pensi a quel tipo che ancora ti dice ‘ti amo’ come strategia ritrita per tentare di portarti a letto mentre la sua ragazza dorme. Pensi a quello che ti addita e che forse dimentica che mesi fa, snobbando la sua metà, voleva mescolarsi con la tua amica. Pensi a quella donna la cui bocca si fonde ad amante col collo di più d’una bottiglia. Pensi a quella coppia che scoppia che gioca a chi fa più del male all’altro. Pensi a quel ragazzo innamorato dall’anima immensa e a quell’altro, innamorato pure, che si fa ancora prendere in giro tra i lustrini dell’ennesima notte puttana. Pensi all’esistenza come a una giostra dove a volte ti gira la testa, e ogni contorno si confonde, e spesse volte manca il tempo per respirare. Pensi che esistono cose, strade e persone che se sono passate un motivo c’è… Che non coincide con il riprenderle ancora.
(….)
E dopo quest’accozzaglia di stronzate,
forse finalmente ti viene un po’ di sonno.

January 28th, 2010
Categoria: ShitHappens
A: ilde
A: mando gli orsetti a chiunque?
A: secondo te?
A: (hug)
Parole, persone, affetto e finzione. Sembra tutto così lontano.
L’ultimo passo di un fantasma cui per anni ho baciato l’ombra.
Uno che non riconosco più o che in 8 anni non ho conosciuto affatto?
Un colpo di scena, un colpo di spugna. Che lacrima e guasta ogni ricordo.
<fuck>(hug)</fuck>

January 10th, 2010
Categoria: ApatiCityTales, DoveC'éAurisinaC'èCasa, PhotoClick, ShitHappens, SimpleDiary
E dunque, anno nuovo fu.
Vita nuova, anche.
Siccome mi dicono che chi ben comincia è a metà dell’esaurimento nervoso, questi primi giorni dell’anno da disoccupata li prendo per disinnamorarmi della psichiatria ed evitare di sforare dal lato dell’utenza pur di restarvi… Cosa tutt’altro che semplice, dato che il mio alto tasso d’emo-tività mi vede seppellita dai kleenex col mio amico immaginario a fianco mentre sfoglio le foto di questi tre anni al Centro Diurno che mi hanno cambiato la vita per sempre. In salute ed in malattia inesistente. Sob. E mentre la vertenza sindacale segue il suo corso, mi ritrovo in quasi-lacrime stretta nell’abbraccio degli utenti che mi dicono, andrà tutto bene. Che mi dicono, tu per me hai fatto tanto. E porca miseria… Certe cose mi riducono uno straccio. Sono, uno straccio.
Intanto cerco di non impazzire di depressione tenendomi costantemente impegnata. Faccio un sacco di foto alle mie donnine bellissime. Passeggio per la casina nuova e studio come arredarla con gli irrisori spicci rimasti. Misuro e m’innamoro d’ogni centimetro del parquet. Mi fermo sulla porta della stanza in più, il mio studio, e mi chiedo se vorrò mai dei figli. Mah mah mah. Forse quando smetterò di sentirmi io, figlia.
Il punto è che ho tanta voglia di una mossa Kansas City.

December 10th, 2009
Categoria: ApatiCityTales, PhotoClick, SimpleDiary
…Finché letargia non ci separi…
Faccio capolino da sotto le coperte come il sole di oggi,
mi stiracchio, cerco di srotolarmi dal letto e
capire dove finisce il piumone ed inizio io.
…Mmmdunque.
Ecco, un’altra giornata ha inizio ed ha il sapore di un thè dal forte accento di timo e menta, di Bora in arrivo a spazzar via la pioggia, di progetti colorati da inseguire con la Nikon in tasca fino all’ultimo arcobaleno di foglie offerto dal vento ai miei occhi. E c’è tempo per vivere di meraviglia e lasciarsi sbocciare nel freddo come fiori agli angoli delle strade, per un sorriso che s’accende passeggiando a braccetto quando la notte abbraccia la città, per le millemila idee ed i desideri ed i ‘vorrei’ per il nuovo anno lavoro vita che occhieggiano dietro l’angolo. Tempo per una sigaretta da condividere col ticchettio del temporale, tempo per rintanarsi a casa di amici con pizza e film, il tempo per una Guinness come il tempo per chiudere gli occhi con una nuova canzone, il tempo per risanare le ferite e non preoccuparsi del futuro, se non spalancando il cuore e smussando gli spigoli per accogliere tutto quello che sarà. Qui dove tempo chiama tempo senza inseguirlo nè imbrigliarlo, qui dove pianeta chiama Mat imparando l’arte di gustarlo.
Qui dove esiste un dio per ogni cosa,
ed uno più speciale per gli amici.

November 23rd, 2009
Categoria: ApatiCityTales, FilmBookMusic&Co., HaveNiceTrip, PhotoClick, SimpleDiary
E la mia realtà
si altera trasmuta vortica
in questa pioggia di follie risate sorprese
in questa promessa di libertà e foglie d’oro d’autunno.
Notte, sempre più notte, sempre notte e ancora notte per i desideri miei che ad occhi aperti rintoccano d’assurdo millemila notti in bianco. E sono per me l’inaugurazione della collettiva tematica all’Artelier e gli scatti last-minute per ricavare estremamente in ritardo l’opera da esporre, la visione di Twilight come di Frankenstein Junior a casa mia sul piumone con Marcello, Vale e Andrea, andare tutti al cinema a vedere New Moon e innamorarmi un po’ solo un po’ della “tartaruga”, morire di quasinfarto sulla nave pirata del lunapark a Udine da un’idea di Fiore, sognare di che colori dipingere la nuova splendida casina tra pochissimo finalmente *nostra*, fumare una sigaretta all’ormai solito bar da Vale e progettare, abbracciare, ridere a non finire. S t a r e U n S a c c o B e n e.
E poco importa se chi presagivo sarebbe successo s’è davvero perso per strada, poco importa se il teatrino che ho messo in moto complice chi di dovere ha dimostrato la sua efficacia tradendo lingue lunghe, poco importa se chi c’è col cuore e lì conta sta sulle dita di una mano soltanto. Come dice Chiarina, quello che resta è quello che conta.
Sempre.
