Tutto acquista un senso, la notte.
Che sia diluita nel secondo |aperitivo casuale|, nella prima |festa a sorpresa casuale| organizzata con Niki per il compleanno di Michela o che sia poggiata al banco al concerto dei Tattwa a commuoversi per la solita Redemption song che in me sempre langue. Che sia in barca con gli occhi in su sotto un cielo megagigante mappato di stelle o che sia accolta sotto un triplo strato di coperte di molto sopra nuvole e palpebre. Che sia in macchina sfrecciando velocissimo lontano dalla città sognando ad occhi aperti o alla festa di Fabry tra oppiniiii, grappiniiii e ‘no ghe la posso far‘ sul tapis roulant. Che sia al solito insolito bar dove indugia il fegato o semplicemente a casa tirando le maniche dell’alba con Eddie Vedder e Norah Jones. Che sia in una pioggia di sms e di Marlboro Light come caramelle, nelle chiacchierate notturne con una felicità trapiantata a Madrid o nelle lacrime di una strappata al mio sorriso. Che sia chiedendomi, perché ti sento piangere?, o scoprendo il giorno dopo che guarda caso hai chiesto di me (ma tu non sei come me, non puoi sentirmi). Che sia semplice o meno, di questo mondo o d’AltroQuando o Golconde, che sia vestita di stracci o di stelle…
Che sia notte, ancora, per i miei occhi che accendono l’anima nel buio.