Dopo 12 ore lavorative è il primo gioco di parole che mi viene in mente.

Insomma, qui sembra il mio aprile sia tutto tranne dolce dormire.
Lavorare rimboccando maniche sorrisi occhiaie, porgere l’altra speranza, far buon viso a cattivo gioco… Far buon viso sotto un quintale di trucco, soprattutto, e non trovar nulla d’insolito nel convolare a nozze con Erika che mi snocciola un commovente “mati ti prego sposami, so che tu non mi farai mai soffrire” mentre la mia mente, ormai cittadina ufficiale d’AltroQuando, è invero chiusa per snuff-movie. Mmm…
Con l’eyeliner alle caviglie e qualche riccio a sigillare l’Ajina casomai decidesse d’infrangere quell’aprile non ti scoprire, non ho nessuna voglia di rischiare, far correre altri nervi a tatuaggio sulla pelle, posarmi addosso cicatrice e tempesta perché dimentico di me troppo ad ascoltare. Per poi trovarmi con un vagone d’insonnia a trago nel cervello che non fa ciuff ma vaff e neppure un Brad Pitt come alterego… E neppure un Edward Norton, e qui la cosa si fa di mooolto più grave.

Qui lo dico e qui lo nego, ma Mat non è l’acronimo di Martoriami Ancora Ti prego. Giuro, bastano le canzoni di Giusy Ferreri a farmi del male.

2 Commenti su “Sacher-MATsoch.”

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è confermato ormai: sei BEN oltre la supercazzola, nell’olimpo dei neuroni smarriti.

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