Posso resistere a tutto, ma non a Trent!
E insomma da quando, poche ore fa, ho scoperto che il signor Reznor sarà a Milano il 26 giugno, la mia vita non è più stata la stessa. Per dire, ascolto a volumi esagerati The fragile e piango cuoricini… E non è che la prima fase dell’innamoramento di quei biglietti. Ah, queste adorabili reminescenze adolescenzial-domenicali da groupie mancata…!
Cose da NINfomani.
Intanto piove, diluvia ininterrottamente da ieri sera quando, nell’intervallo, con Erika siamo uscite da teatro per fumare una sigaretta. Abbiamo visto To be or not to be di Calenda; io devastata da 10 ore lavorative e tre notti d’incubi e insonnia alle spalle, lei con la testa a raggiungere il cuore altrove. Che bella coppietta. E dopo aver sonnecchiato, riso e commentato i personaggi sprofondate nelle poltroncine rosse delle prime file in platea, ci siam concesse qualche birra occhiando i quadri di Franz alle pareti, incappando al ritorno in macchina nel classico, subdolo posto di blocco con malefico omino armato di paletta alzata. Già. Che dopo l’alcoltest alzava pure l’idea di un menage a trois. Ehhhhhh sì eh, stanne pur certo.
Il peso specifico della stupidità non è quantificabile.
Quello del mio sorriso nel constatarlo, soprassediamo pure.
sono sempre stata affascinata dai teatranti.
ma anche gli spettatori, a volte, non sono male.
si sta sempre bene qui.