Matilde manie di forbice.
Vedi alla voce di.
Ieri un altro San Patrick passato, altre Guinness portate in alto e sempre i voli pindarici del violino dei Wooden Legs di sottofondo. Ubriaca sogno sempre Galway, Shopping Street by night, i folletti accucciati sulle cime degli alberi quando il vento ne fa intuire i sospiri carezzando le fronde, il suono dell’oceano e la sua anima imprigionata dentro ogni conchiglia a portata di chiunque sappia ascoltare. Sogno un altro viaggio per un altro altrove, non importa la destinazione quanto un destino cui prestar fede, perché se non si è fatti per restare bisogna accogliere l’AltroQuando fin dal nome… Spaziare… Divorare con gli occhi e assaporare col cuore. Mi dico, ricordati Mat: casa è ovunque, e ovunque è anche dove amare senza presunzione di metter radice… Tanto di mio non ho niente, e non trattenendo ho innalzi il Mondo alle porte.
Wanna play?
Osare. Sempre.
ebbene si, non ci conosciamo.
e ti leggevo (nel 2006? nel 2007?), senza conoscerti.
un paio d’ore fa, chissà per quale buffo collegamento mentale, mi sei tornata in mente e così mi sono rituffata tra le tue pagine.
ed è disarmante, davvero lo è!, come mi sono ritrovata, ancora come allora, enormemente simile a te.
e così te l’ho detto. forse, ora, un pò ci conosciamo di più.