Sottotitolo:
¡Yo quiero vivir en España!
Cinque giorni di emociones y delirio.
Affronto il mio terrore per l’aereo e parto da sola, fido moleskine e iPod alla mano tremante, svettando fra le nuvole verso l’avventura promessa, quello sguardo che mi mancava da 6 anni, un momento di quiete lontano da questa mia vita di tempesta. Dopo mille vicissitudini e l’immancabile tea-time con André a Treviso, giungo infine in quel di Spagna, afferrando d’abbraccio Stefano con la tachicardia a fuoco d’artificio e da lì in poi ogni esperienza nuova si potesse sortire.
E respiro il profumo forte di fiori al sole sulla Rambla invasa dai mercatini, siedo all’ombra imponente della Sagrada Familia o al tavolino con una cerveza in Placa Reyal, scelgo sangria vagando poi ebbra al mercato della Boqueria, osservo il tramonto sciogliersi da Parc Guell fra i pipistrelli prima che la notte si reinventi ancora revival. Il concerto nel magazzino dell’usato e le vibrisse del gatto che dovranno attendere, il pellegrinaggio a Figueres che non si poteva proprio non andarci assieme ed il pranzo ispirato surrealista sul treno, la tazza con i baffi ed il mio triskell finalmente al tuo collo, il temazcal cui credevo di non sopravvivere che mi ha portato rinascita e gli abbracci, oh gli abbracci, energia da condividere a non finire.
Giorni di lacrime d’oro.

“…prima che la notte si reinventi ancora revival.”
L’ho letta, e l’ho riletta. E mi sono reso conto che esprime qualcosa che anche io ho pensato. Frase azzeccata =)
Un abbraccio grande , oh si, muy grande.
Ciao tesoro, vivi bene.
:-*