Luna, una, nau.

Data: February 23rd, 2009
Categoria: ApatiCityTales, DoveC'éAurisinaC'èCasa, SimpleDiary

- Tu parli poco, vero?
- Si.

Mi trascino nell’ultimo round pre-partenza.
Giorni lavorativi di 7, 10 o 12 ore si susseguono senza tempo di pensare confortare confrontarsi, banalmente nemmanco preparare la valigia prima di dormire quel paio d’ore spartiacque fino al prossimo giorno e turno. Banalmente, senza parlare. Arranco, perché sono veramente stanca, e sorrido, perché le labbra s’incastrano ad hoc con le occhiaie in una posa plastica perenne congelata sul viso. Tempi cristallizzati questi, e senza neppure quello impercettibile per godersi il ralenti.

Evasione. Novità. Scelta.
Arrivo, mia sacrosanta trinità!

3 Commenti su “Luna, una, nau.”

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mi manca. la novità dico, e tutto quello che ne consegue. mi manca trattenere il respiro. mi manca la morte prima della partenza, persino i saluti. li lascio tutti a te, che te li viva tutti, e tutti appieno.
buon viaggio, buona morte.

Forse l’hai già fatto, ma se ancora non l’hai fatto, ti prego: compra, fotocopia, ruba, trascrivi in stile amanuense “la droga sono io” - aforismi di Salvator Dalì.
E’la cosa che più mi ha messo di buon umore frugando in libreria.
Oggi comprando, fotocopiando, rubando, trascrivendo libri alla feltrinelli l’ho trovato e ti ho pensata.

:)

#3

Grazie Enalaya. Tutto è stato vissuto, ed io sono morta mentre sublimava rinascita. *

Oh Erin, ma sai che non lo posseggo (ancora)? Però passeggiando per Figueres sono stata la somma di ogni aforisma accento punta di baffo che ha respirato lì. *

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