E ancora m’infilo in un treno, passeggio per Venezia innamorandomene ogni volta di più con Andrea. Naso all’insù ed un inaspettato spicchio di sole a posarsi sui passi sempre meno incerti di un giovedì per metà libero non qualunque. Un thè al limone, la libreria dell’introvabile, la sangria + Beatles della sera prima impastata d’occhiaie. Alla luce forte mi si chiudono gli occhi, un po’ solo un po’, ma Carmelo Bene da condividere davanti ad una bottiglia d’ottimo vino vale tutto il peso della rinnovata insonnia. Alle tre del mattino come alle cinque, nel mondo dei sogni come in quello dei segni. Ma voi l’avete visto mai La casa dei mille corpi? So che qualche flash back a caso mi ruberà il sonno.
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A Venezia la qualità del tempo ne lascia addirittura per far sorridere la gente per le strade. Tornare al muso lungo d’ApatiCity non ha prezzo… che io possa sostenere ancora a lungo.
Passo da qui neppure tanto per caso e mi ritrovo dopo non so quanti anni a farmi un giro con te a Venezia. Bello leggerti di nuovo. lo spicchio di sole si è visto anche a 1200km di distanza.