Giorni e lavoro, notti ed eccessi, mancanze e zero ore di sonno.
Dormo nei ritagli di tempo, sull’autobus, mentre mi concedo una sigaretta da sola in giardino al Centro sottratta agli sguardi; dormo ad occhi aperti, perché quando li chiudo nel buio restano solo pensieri stropicciati come vestiti davanti al fuoco. Esco poco ma quel poco perdura fino al mattino, luci abbassate nella città che pulsa, locali gremiti di facce aggredite dai piercing e musica, musica che scivola ovunque sotto le porte come macchie di colore. La notte diluita in un bicchiere, due, indubbiamente tre di troppo mentre s’intuiscono nella penombra le prime note di Redemption song. Poi m’infilo in un taxi con poche parole ed un’altra notte invecchiata addosso senza stelle, pensando che stavolta l’autunno è una solitudine che non riesco ad imparare.

che foto……l’occhio di una Driade.