Ohhhh. Una bella giornata. Anzi, tre.
Due giorni fa ho rapito Orazio per un salto nella jungla urbana, solo io, lui ed i nuovi bidoni per la raccolta differenziata per il Centro che rappresentano, in tutto il loro colore, il mio passaporto per qualche giorno di libertà scevro dalle occhiatacce della temibile capa superiora. Il fatto che questo passaporto mi sia costato 120 € di tasca mia, beh, è un dettaglio… E, siccome nei dettagli si cela il diavolo, lo lascio in pace col suo vestito prada. Oh ma che citazione colta. (…)
Poi c’è stato quell’aperitivo spettacolare che mi ha proiettata sulle nuvole, ed ancora adesso mi sembra di avere tutto il cielo nella testa, punteggiato di stelline galleggianti nello spritz compreso nel prezzo, ed il bello è che potrebbe non essere che l’inizio. E poi…
E poi c’è tutta questa serenità cui non ero più abituata, la leggerezza delle ore trascorse senza pensieri, una routine che avevo chiuso in fondo al cassetto e che invece mi piace, perché mi piace l’attenzione per le piccole cose. Ho cambiato numero, sono diventata il mio miracolo, ho svuotato la testa, poi ho iniziato a riempirla di nuovo quel tardo pomeriggio di quasi pioggia al Caffè degli Specchi. Vivo nel mio mondo black & white spalancando il sorriso, gioendo delle carezze, il buio intorno agli occhi ma la luce brillante in fondo, io e qualche litro di solitudine e alcune tonnellate di libri, io e la fine di un anno tremendo alle spalle, e il profumo fragrante dell’autunno finalmente alle porte. Anche un po’ mio.

Versami un po’ di autunno nel bicchiere, va’…