RONpimenti.

Data: August 27th, 2008
Categoria: ApatiCityTales, DoveC'éAurisinaC'èCasa, SimpleDiary

Per dire.

Oggi mi sono svegliata di buonumore, ho preparato un flyer per lavoro senza batter ciglio ed ho regalato di mia spontanea volontà al nipotuccio irlandese una serie di boomerang con cui fare allegramente a pezzi la parte di casa non devastata già da (ben)Gala. Ho preparato il pranzo per due rimpinzando gli spinaci di mozzarella per convincere il bimbo che la verdura non è il nemico, poi ho messo in carica Agata -la NikonD40, per gli scatti del pomeriggio, sentito Elena per prender accordi e, in fase digestione, letto una parte dell’Inferno di Dante, così, tanto per. Ho sorriso fino a farmi dolere metà faccia dalla paralisi ed ho deciso che la borsa rossa sarà il mio must d’inizio settembre per non perdere la carica, al limite solo il controllo. La vita è meravigliosa, perché non prenderne atto e gongolare senza pensieri? Ma soprattutto, perché Ron stasera è in concerto a Trieste e devo andarci per lavoro perché è maledettamente gratuito???

 

“Vorrei incontrarti fra cent’anni”.
C’hai preso in pieno, Ron.

4 Commenti su “RONpimenti.”

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#1

No, guarda, la vita è troppo divertente. Quando ricevi mail minatorie poi è da risate a crepapelle. Vuoi te ne mandi una? Secondo me ti svolterebbe la giornata. ;)

“Vorrei incontrarti fra cent’anni”.
C’hai preso in pieno, Ron.

LOL….

E com’è andtata poi? Divertita? Più che al Cinema Dentato?

#3

Alla fine sì Bono, sono partita prevenuta ma mi sono divertita; pensa che ad un certo punto -il punto subito dopo tre birre, ho rimpianto di non esser riuscita ad arrivare alla prima fila per lanciare dalla commozione (probabilmente cerebrale) il reggiseno sul palco. Poi le mie colleghe mi hanno fatto desistere e mi sono consolata saltellando nella mischia con tanto di accendino acceso pensando, oh Ron ma dove sei stato tutti questi anni?

Gesù.

Allora era un reggi-senno, che sei riuscita a non perdere nonostante il punto di non ritorno delle birr3…
C’era solo da aspettarsi che da un momento all’altro tu iniziassi a gridare “…ma dove mi trovo…tutto questo è…ai confini della realtà…”

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