…Mboh?
Oggi sono un po’ come il tempo.
Non ho idea di dove andar a parare.
Come stringere le mani attorno ad un soffio di vento. Le mani quando si riaprono sono vuote, eppure resta il sottile profumo del suo percorso da conservare un istante fra le dita. E basta quell’attimo per credere di possederlo, per immaginarsi a vivere in punta di piedi quelle strade, ma poi svanisce nell’aria e ci si rende conto di non averlo avuto per sè se non per quel piccolissimo attimo necessario a viverlo.
L’attimo del per sempre e del mai.
Ad esempio, stasera di vento se n’era alzato un sacco con la sua ricca orchestra di tuoni e fulmini. Poi, come tornando sui suoi passi, ha pettinato con cura le nuvole e rimesso a posto una ad una le stelle, appiccicato una mezzaluna arancio sul nero dolorosa come l’attenzione di uno schiaffo. Il tempo di sperare nella liberazione del temporale che l’odore della pioggia già risaliva svaporando sul cemento.
Sì, stasera come ogni sera sono esattamente come il tempo.
Non chiedo altro che scrivere sul vetro come acqua e pioverti dentro.

Ho capito perfettamente cosa intendi con “l’attimo del per sempre e del mai”.
Quell’attimo di cui conosci perfettamente il profumo, ma di cui non ti ricordi il volto.
L’attimo che voresti rivivere in ogni istante e che sai per certo che non accadrà mai più.
E’ devastante.