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Non ci sono più le mezze alluvioni. | Welcome to ApatiCity

Con un giorno di ritardo, oggi ho vissuto il mio venerdì 13.

Dopo aver trascorso una notte agitatissima cercando il calore fantasma di un abbraccio che non c’era, stamattina la prima cosa che ho messo a fuoco è stata il mio cuscino ricoperto di piume. Spostando di un poco lo sguardo, il muso di Gala pieno di piume. E spostandolo ancora un po’ più in basso, il mio amatissimo piumino dilaniato e ormai implume. […]
Morale della favola: ora non ho più una coperta ma, nonostante abbia raccolto piume per due ore, ho l’effetto ForrestGump ogni volta che accendo il ventilatore.

Nel pomeriggio lavorativo, meteo nice to meet you, naturalmente il piano mare è saltato e, siccome a noi piace farci del male, siamo finiti infelicemente al centro commerciale. E cosa c’è di peggio del centro commerciale? Ma neanche l’elezione di Miss Topolini “sono figa dunque che importa se non riesco a trovarmi il culo con due mani?” che abbiamo subito in diretta. Cioè, stiamo parlando di un luogo dove manco per l’invasione degli zombie cercherei rifugio. Sarebbe un controsenso, ché ogni giorno l’orrore degli zombie vi si riversa e prende piede negozio dopo negozio. Una cosa da brivido, altro che Romero. Quando non ci sarà più posto all’inferno i morti cammineranno al centro commerciale, ve lo dico io.

Dopo un paio d’ore di folla, scazzo totale e inutilità, siamo riapprodati alla casa base per un tentativo di festa del tipo Houston, abbiamo un problema. Io mi sono buttata a pesce sulla sangria per non buttarmi a testa dal mezzo cm di tacco delle ballerine, ho evitato come la peste qualsiasi forma di socialità tranne quella che coinvolgeva il tavolo delle patatine e mi sono dilettata nello spedire sms/SOS, giusto per aver conferma del fatto che quando sono io ad avere un problema l’unico che conta è l’amico immaginario. Magari per questo alcune persone vanno fuori di testa: una piccola psicosi può far compagnia.

Tornata finalmente a casa dopo 8 ore d’inferno, modello surgelato Findus e con 5 kg di Gala agitata su un braccio e 5 kg di borsa nell’altro moltiplicati per 5 piani di scale, apro Winamp per rallegrarmi e dalla playlist random parte House of cards. Quella che fa “I don’t want to be your friend, I just want to be your lover” per capirci. La scarto e c’è Sentimental dei Porcupine Tree. La scarto e c’è Losing you di John Butler. La scarto e c’è Don’t let me down dei Beatles.

Finisco la sigaretta, la spengo sul monitor e me ne vado a letto.

1 commento su “Non ci sono più le mezze alluvioni.”

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Vorrei lasciarti 2 note,
La prima: I morti camminano GIA’ al centro commerciale, quindi considera la tua di ieri come un’esperianza extrasensoriale. Ti farà sentire meglio.
Seconda: Winamp, o iTunes o qualsivoglia programma per mp3, ha questa sottile sensibilità di trovare sempre le musiche adatte ad ogni momento…come quella di mixare con un gusto particolare Le Onde di Einaudi e Fire Starter dei Prodigy. La mia ex coinquilina al posto della sigaretta ha pensato di versare sulla tastiera un bicchiere di Sambuca. E’ funzionato.

Ed ora, buona Domenica Uggiosa.
:**

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