Gridare libertà ma avere un terribile bisogno di protezione. Accettare il compromesso pur desiderando molto di più. Compiacersi di una stella quando si vorrebbe conquistare tutto il cielo. Dover aspettare, sperare.
Marzo è il mese del tempo che chiede tempo e che nel farlo si dimentica di promettere che quel tempo arriverà.
Ci sono giorni in cui l’unica cosa che servirebbe è sentirsi chiedere, come va? Giorni di domande nascoste fra righe mai lette in cui, se si trovasse il coraggio di tatuarsi della carta da parati sulla schiena, l’invisibilità diverrebbe totale. Giorni in cui la morte invade prepotentemente la vita e tu, tu che non hai mai saputo capirla, non trovi qualcuno che ti stia veramente vicino e che ti spieghi perché… Perché deve fare così male.
[Addio, Doris.]

…in quei giorni in cui ti piovono dentro gocce fatte di domande irrisolte, in uno stilli[sui]cidio; quando vorresti sentirti chiedere “come va”, temendo allo stesso tempo la risposta che dovrai darti; quando scopri che anche dopo aver avuto il coraggio di tatuarti la carta da parati sulla schiena, sei comunque fuori posto, perchè hai scelto la fantasia sbagliata e spicchi come un arancio spremuto sulla neve fresca; in quei giorni in cui tutto si mischia tra stelle e cielo, c’è da saltare a piè pari oltre marzo per piombare dentro un altro compleanno pieno di promesse e scommesse da vincere, e lasciare che la vita invada la morte, rotolando verso l’estate ed un mat-tino migliore…
Una tazza di caffè per favore…
Ciao Matty =O)