“Io dalla mia ho una speranza che vince mille a zero sulla pazienza, così so e ho sempre saputo che un giorno… Un giorno arriverà il tramonto e si siederà sopra il sole, ma in quel momento il sole si rifiuterà di scendere giù, giù in fondo al mare, allora succederà che ci sarà luce tutto il giorno, sarà la volta che i curiosi non si sveglieranno dal riposo e tu, tu non sarai astratta come il sogno. Sarà un giorno senza numero, senza mese e senza anno, e io e te avremo conquistato l’eternità.”
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Un libro bellissimo, di quelli che dici, cazzo, vorrei averlo scritto io. Di quelli che ti commuovono al punto da non riuscire più a distinguere dove finisce la storia ed inizia il tuo vissuto. Di quelli che regaleresti alla persona che ami dicendole, nel racconto da cui prende il nome, Mandami a dire, ci ho lasciato quell’ultimo pezzo d’anima che non hai già tu.
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“La mia parte egoista vorrebbe anche sapere se sei infelice come me, perché vedessi come sono stanco di camminare da solo dentro la tristezza, a volte capita che piango senza sentirmi il singhiozzo. Vorrei anche sapere se, quando è l’ora che il tramonto si siede sopra il sole, spingendolo giù, giù fin sotto il mare, sei sempre là, davanti alla finestra, a osservare quel trapasso e a pensarmi. Una volta lo facevi, e oggi?
Ti scongiuro tanto, mandami a dire.”
Sì, è un bellissimo libro…ti abbraccio Mat.