Capitolo 2: gli altri 4 giorni.
Finita la festa, mi son concessa il lusso di dormire fino alle 3 del pomeriggio. Sono stata invitata a cena assieme alla mia amica da un suo parente assurdo ed abbiamo mangiato in un silenzio religioso che definire imbarazzante è dire poco. Mi son goduta un tour notturno in macchina fino ad Acicastello. Ho desiderato vedere, e respirare, e condividere, quel mare. Ho trascorso il resto della nottata chiusa in macchina alla “moquette” con Dani e Luca, felice di aver finalmente incontrato una persona del luogo con cui parlare in lingua italiana. Il giorno dopo sono andata alla fantastica mostra di Dalì alle Ciminiere. Ho bevuto un mandarinetto così veloce che quasi mi stava venendo un colpo. Sono stata in un irish pub gigantesco dove non si sa bene perché si poteva fumare. Ho visto l’alba stesa sul divanoletto dopo una notte completamente insonne con Luca e Dani affianco, e subito dopo siamo partite per Agrigento. Ho visto la Valle dei Templi in un paio d’ore maledicendo il vento ed il mio tempismo indescrivibile per aver indossato una gonnellina. Ho mangiato una pizza in silenzio sentendomi piccolissima e passato la notte in compagnia di Dani, Luca, Marco e Aurora con un film di Kevin Costner vestito da Elvis e l’ennesima splendida alba. Ho iniziato a sentire che qualcosa -a ragion veduta probabilmente il sonno, mi mancava. Sono stata alla Pescheria mano nella mano con Aurora a prendere i peperocini e alla Fiera in mezzo ad un bagno di folla e sole. Ho bevuto centomila caffè e centomila volte mi ha fatto schifo. Sono stata invitata a cena dalla mia famiglia catanese “adottiva” e, per come mi sono sentita in quel momento, ho desiderato non andare più via. La notte sono rimasta parcheggiata alla “moquette” a parlare con Luca e sentir nascere il dubbio, poi al lungomare in un fragore di onde e schiuma. Non sono riuscita a chiudere occhio. Ho fatto colazione con un dolcetto fritto pesantissimo e sono stata al cimitero per accompagnare Dani. Mi è salita l’ansia e mi sono ricordata che qualcuno mi dice sempre che la vita è troppo breve. Avrei voluto fosse lì in quel momento. Sono stata a pranzo dai “nonni” e per digerire tutto sono saltata sopra alla valigia per tentare di richiuderla. Una volta all’aeroporto ho detto arrivederci e non addio, ed ora sto scontando tutto il peso delle mie parole dettate dall’entusiasmo.
Ma davvero c’è una mostra di Dalì alle Ciminiere? :-O

Ad Acicastello dovevi proprio andarci anche di giorno. Lì è nato il mio amore.
P.S.: non stupirti troppo se allo Stag’s Head si infrangono le leggi…