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Essere o malessere. | Welcome to ApatiCity

Essere o malessere.

Data: February 18th, 2008
Categoria: HaveNiceTrip, SimpleDiary

Questo è il problema.

Il mio viaggio è stato un’avventura, in ogni senso.
Sono giorni che cerco di scegliere le parole adatte per raccontarlo, per darne resoconto, ma queste faticano a uscire così come fatico a riconoscere, oggi, me stessa.

Anyway.
Capitolo uno: i primi tre giorni.

Ho perso l’aereo dell’andata grazie a delle indicazioni errate circa l’autobus per arrivare all’aeroporto e dunque, infelicemente, trascorso una notte a Mestre in una pensione allucinante fra vecchine, tossici e puttane ch’è un miracolo io sia qui a parlarne. Ho solcato i cieli con un giorno di ritardo e con una “turbolenza forte” in più che tanto bene ha fatto alle mie fobie, sono arrivata tremante quasi baciando terra e subito catapultata alla festa della Santa, di cui sono stata l’ombra per i due giorni successivi dimenticando sonno, fame, freddo, identità precisa. Alle 6 del mattino sono quasi andata a fuoco assieme a quelli pirotecnici sparati dal Fortino, ho avuto nostalgia di casa e mi sono sentita tremendamente sola, persa fra persone dal linguaggio inaccessibile in lunghissime strade battute da cera e fiamme. Ho vissuto l’”entrata” della Santa sotto al Duomo grazie al Circolo di Sant’Agata ed ho avuto una potente crisi mistica, non ho ancora capito se dovuta ad una reale illuminazione o allo stritolamento fra i devoti che ha fatto fluire troppo poco sangue al cervello. Ho seguito il cordone trascinato dai devoti fino alla vara per le vie del centro e le candelore fin dentro al Duomo, mi sono commossa davanti a tutta l’energia sprigionata da milioni di mani in preghiera ed ho, per la prima volta, creduto al punto da pregare anch’io. Ho visto gli ultimi fuochi, alle quasi 6 del mattino del 6 febbraio, promettendo di non mancare mai più a questa festa che a parole non si può minimamente spiegare… Come la fede che essa riesce a muovere.

8 Commenti su “Essere o malessere.”

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vivere la follia collettiva è una figata, ma la cosa in sè rimane sempre un fenomeno temibile, soprattutto nelle manifestazioni religiose.

da _africano_ emigrato con il gommone lungo la Senna, resto in attesa di altre foto (non mi dirai che hai scattato solo 3 foto, eh?):p

orgoglioAfricano

ma perchè le foto sono in b/w?
che peccato…

Certo che per voi dev’essere un evento al di fuori di qualsiasi logica…
Al proposito ha scritto delle belle riflessioni Giofilo.

Troppo buono, caro Tommy ;-)
E troppo buona anche Matilde con la festa di Sant’Agata, secondo me. Forse tu, Matilde, hai vissuto solo la “parte buona” della festa, quella che nel post che ho scritto ho chiamato “rito” e non anche lo “schifo”.

A presto,
Giovanni

Sarà una follia e sarà pure temibile Veronica, ma è una cosa splendida. (Vorrei avere anche solo la metà di quella fede.)

Oi Domenic_ acido :P, in realtà non ne ho scattate poi molte, schiacciata com’ero dalla folla e, per giunta, pure in piena crisi mistica… Ne posterò altre due o tre al massimo, e a colori, così medesimo è contento. :)

Non al di fuori di qualsiasi logica Tommy, ma al di fuori di qualsiasi immaginazione… Dalle mie parti cose come queste non si vedono manco dipinte.

Ciao Giovanni, ho letto le tue riflessioni e posso dirti che ho preferito cogliere il lato genuino della festa a discapito dello “schifo”… Schifo che peraltro non passa assolutamente inosservato, neppure per una turista come me.

e tu pensa che tra i mille giri (anzi, millemila come direbbe una fanciulla di mia conoscenza) che compio non sono mai stato a Catania. mah

Dovresti caro Toru… E’ un posto meraviglioso!

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