D’istante, distante.
Data: January 2nd, 2008Categoria: ApatiCityTales, FilmBookMusic&Co., SimpleDiary
E’ un bel po’ di tempo che non scrivo.
Tutta colpa del “blocco del bloggher“.
(anyway)
Anzitutto, il 21 dicembre c’è stato il MittelCamp.
Per quanto mi sentissi un po’ pesce fuor d’acqua dato il target della maggior parte dei presenti e per quanto fossi l’essere più sconvolto del mondo dopo una giornatina lavorativa di quelle leggere come un macigno, la portata dell’evento, e soprattutto degli interventi, è riuscita a riportarmi al mondo. Fra la presentazione di Enrico sui meetup di Grillo, una birra più una più una ascoltando Rumiz ed una sigaretta fumacchiata fuori chiacchierando con Georg Holzer su noi “blogghisti”, posso dirmi assai contenta di aver partecipato. Ma voi lo sapevate che parlare del proprio ciclo metruale on-line è molto cool?
Poi, c’è stato pure il Natale.
Gingle bells (c)rock e la nuova Nikon D40 da battezzare per far compagnia alla Lebowsky, per ri-provare le strade del digitale che sono infinite e infinite volte dire grazie al mio Amore*. Manca solo una memory card e poi il gioco è fatto… Tremate, ché l’invasione di scatti su Flickr sta per avere atto.
C’è anche stato il signor capodanno.
Cenone a casa di Gea e poi in Piazza Unità per la mezzanotte che sembrava di stare in mezzo ai bombardamenti. Giro per locali a bere vino e alla festa al Club Zyp coi miei utenti, a dar baci a tutti, bere frizzantino e salvare Diego da attacchi amorosi indesiderati. Una bottiglia di vino per 20 centesimi al bar Stella ed il filo di rame che forma il mio nome in regalo dal barista del jazz.club. Un paio di guanti abbandonati nella notte ed il cielo che da blu diventa piano piano azzurro. L’alba con caffè e briosche e le mani che cercano calore, poi l’autobus fino a casa ed alle 8, col sole, finalmente sotto le coperte.
Poi, non sono mancate mai le emozioni.
Che fosse la rabbia per quell’amico che si fa troppo spesso sopraffare dall’egoismo o la felicità di farmi prenotare ieri sera il volo a/r per Catania nei giorni della festa di Sant’Agata, l’impulsività ha avuto largo spazio nelle mie giornate. Ora non resta che andare fino in fondo, lasciarsi andare e lasciar andare chi non si può trattenere; respirare, contare fino a tre e premere invio, pensando, addio. Per questo mio nuovo anno scelgo la vita, non la complicazione… Seee, come no.
E per l’angolo film interessanti, ne ho di nuovi da consigliare.
Se volete restare letteralmente senza parole, Il fascino discreto della borghesia di Bunuel. Se volete commuovervi respirando arte, politica e tragedia, Frida. Se volete partire per un viaggio a Cuba a suon di musica, Buena Vista Social Club.
* * *
Che sia un felice anno per tutti.
Io ci sto già lavorando su.
…
sono senza parole…
ecco perchè quell’obbrobbrio del mio blog personale non mi hai preso più di tanto.. avrei dovuto parlare del mio ciclo mestruale…
mo’ rimedio riaprendolo e usando un indirizzo più efficace…
ti prego, inondami flickr con le immagini del “liotru” e della santa.. in fondo me lo devi, per farti perdonare l’intempestività del tuo viaggio nella mia _quasi africa_
*d_*