Capolinea: burnout.
Data: November 27th, 2007Categoria: DoveC'éAurisinaC'èCasa, FlussoDi(in)Coscienza, ShitHappens, SimpleDiary
“La sindrome da burnout (o più semplicemente burnout) è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.”
[Wikipedia]
Dicono che la cosa più bella sia scoprire di avere ancora il potere di stupirsi di sè stessi. Io penso che certe volte stupirsi di sè abbia ben poco da spartire con la bellezza.
Passano i giorni e mi ritrovo stanca, sempre più incazzata e con la salute a pezzi modello Guernica, ché grazie a questa “condizione da sovraccarico di stress”, come l’ha definita la mia dottoressa, mi sono presa pure due infezioni che mi spaventano molto perché di allegro e spensierato non hanno manco l’ombra. Spendo le mie giornate fra sonno e lavoro, i miei soldi in esami specialistici, la mia pazienza in poche mail da spedire all’altro capo del mondo ed il tempo che rimane a cercare di ritagliarne fuori un quadratino di libertà, di illusione di, di distrazione che non c’è… Mentre la mia vocina interiore scandisce i minuti sussurrando, ciao, sono l’esaurimento di Jack. Ora mi becco un burnout e ammazzo Jack.
Se non altro, apprezzo la sincerità.
E poi mi vien da sorridere quando, come oggi, chi nota il mio disagio è un utente e non un collega. Come l’utente si premuri di chiedermi due, tre volte come sto non accontentandosi di un generico “tutto ok”. Come sappia scavare dietro al mio perenne sorriso accorgendosi di quanto buio nasconda. Chi è fragile sa riconoscere il suo simile e forse è per questo che ho sviluppato tanta passione, tanto amore per quelle persone, per quel lavoro… Anche se non riuscirò mai ad estraniarmi, e per questo mai a vincerlo. Anche se mi farò sempre carico di tutto quello che dovrei lasciar andare. Anche se resterò Persona e non sarò mai UltraMat.
anzi, dal capo assoluto del mondo.. :p
(:
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