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Ho visto cose… | Welcome to ApatiCity

…Che voi normali non potete neanche immaginare.

Francamente, inizio ad essere un po’ stufa.
Dopo aver trascorso un periodo difficilissimo a fare i conti con attacchi di ipocondria che definire acuti è dire niente, comincio a chiedermi se vale davvero la pena rovinarsi la salute -e a maggior ragione quella mentale, per inseguire un ideale che ormai non rispecchia più neanche vagamente la realtà. Dov’è finito quel lavoro che tanto amo? Perché quel lavoro sta diventando sempre più un dovere invece di continuare a mescolarsi con la passione? Perché chi di dovere non riesce a capire quanto si stia esacerbando l’atmosfera di tutta l’equipe per le sue scelte che non incontrano nessun consenso?

Questa e molte altre domande mi affollano la testa e non sono in grado di passarci sopra, perché se ho scelto questo lavoro l’ho fatto perché credo nel contatto umano, perché penso sia la qualità e non la quantità delle iniziative a fare la differenza, perché se non ho nemmeno più il tempo di chiedere “come va?” ad una persona perché devo risparmiare ore per mettere in piedi un altro corso non mi sento affatto un’operatrice sociale, ma l’ennesima persona che, volente o nolente, non può comunicare niente di neanche vagamente simile al benessere a chi ne ha bisogno. Questo clima mi rende furiosa, mi fa sentire inutile perché tanto più se ne parla e più “ne riparleremo insieme“, e quell’insieme mi fa incazzare ancora di più perché è fatto di un’unica decisione da parte di un’unica persona che ci sta trasformando da professionisti in lavoratori a cottimo.

Sono arrabbiata, ma soprattutto profondamente triste.
Sono tempi davvero duri, per noi sognatori.

5 Commenti su “Ho visto cose…”

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Ogni lavoro che inizi con passione dopo un pò diventa solo un dovere.
Lo vedo anche io con la fotografia, avrei fatto bene a tenermela solo come hobby.

No Aly, è diverso, perché il mio lavoro è diventato un dovere da un mesetto, ovvero da quando è stato imposto “dall’alto” che non è più prevista la passione. Un lavoro che si poneva come libero veicolo di entusiasmo (perché di questo si tratta) non può che soccombere davanti ad una sfilza di “tu devi”, e l’operatore sociale ha BISOGNO di passione, altrimenti diventa un qualsiasi impiegatuccio.

c’era una volta un fiore che viveva di lato a una stradina bellissima di campagna. era un fiore bellissimo, unico al mondo e non ancora scoperto da uno di quegli scienziati che tentano di studiare l’amore. tutti quando passavano per quella stradina lo ammiravano, ‘è troppo bello per essere vero!’ commentava una bambina che andava a osservarlo ogni volta che poteva. un giorno la sua tranquillità di fiore sognatore venne interrotta da un tizio. il fiore non mosse una solo peletto del suo lungo stelo, per non farsi notare, ma il tizio lo notò lo stesso e lo raccolse. trattenne il respiro, il fiore, finché il tizio non lo mise in un vaso con terra fredda in un quadrato di vetro. entrando in questo posto il fiore con il suo petalo-occhio lesse ‘museo botanico’. il tizio, una volta chiuso il quadrato di vetro disse ‘ecco, ora sii bello per me’. il giorno dopo, il tizio trovò il fiore senza colori e morto.

Il lavoro diventa interessante e ci metti tutta te stessa nel farlo quando c’è la passione di continuare e di migliorare. Se la passione decade il lavoro non viene fatto nè con la stessa intensità (spesso anche emozionale), nè con lo stesso entusiasmo. Se ciò che ti piace lo fai come lavoro dopo un pò diventa un obbligo non più un piacere personale e sei costretto a farlo anche quando non ti va. Sicuramente non sarà il tuo caso perchè da quello che ho letto ho capito che tu ami il tuo lavoro e sono ‘gli altri’ che ti stanno togliendo il piacere di farlo…però è un peccato perchè vi tolgono la gioia e la passione che ci mettete

Grazie a tutti per il conforto e la comprensione.

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