Vita mental durante.
Data: August 23rd, 2007Categoria: ApatiCityTales, DoveC'éAurisinaC'èCasa, ServizioCivile, SimpleDiary
Ovvero, io sto bene io sto male io non so come stare… ♫
Ovvero, di quando essere stakanovisti non è malattia ma medicina.
Sicchè riemergo dal Centro come si farebbe dopo una lunga apnea,
dopo una di quelle maratone giorno/notte di 32 ore filate che tanto mi piacciono perché, alla fine, mi svuotano la testa lasciando dentro solo l’impressione di poter condividere fino in fondo alcune allucinazioni dell’utenza. Ora capisco perché si può esser volontari solo per un anno…
E ora non voglio sapere cosa significhi il desiderio di fare di questa vita temporanea la mia vita a tempo indeterminato. […]
E insomma, lavoro lavoro e ancora lavoro.
Questa la terapia per dimenticare la tristezza, per smacchiare il karma indebolito dalla pigrizia e per ricordare che non tutto il materiale dei sogni muore sempre al mattino se non lo vogliamo, per non fermarsi alle prime difficoltà perdendo il (più) bello dell’imprevisto e per piantare girasoli come sorrisi da far sbocciare nel cuore, per non sentire più male.
Per dirsi che vincere non è sempre la cosa giusta, ma solo la più comoda.
Per riconoscere che proprio vincendo, a volte, si può perdere tutto.
E come al solito tutto viene e tutto passa…
L’importante è rischiare sempre per sentirsi vivi.