Il D(omen)i(c_) di festa.
Data: July 27th, 2007Categoria: ApatiCityTales, DeliRandom, ServizioCivile, SimpleDiary
Ovvero, dopo 5 anni (o più?) di confidenze incontrarsi era il minimo.
Ovvero, dopo 5 anni dove lo trovi il coraggio per bloccarmi su gmail? (:
Rientro un attimino in me e
scrivo scrivo scrivo -prima di crollare
proprio di Domenic_,
di come la timidezza sia stata vinta dagli eventi e di come gli eventi abbiano vinto sul tempo di Mat, di quanto si riesca ad essere completamente disorganizzati con pure uno sciopero nel mezzo (ovvio, no?) e di come Marino abbia un tempismo incredibile circa le ferie, di spritz ghiacciati in Piazza Unità e del Molo Audace di notte col suo giocoliere special guest in erba (a breve le photo!), della festa al Centro cui ho trascinato tutti e dell’amico Jack Daniel’s da servirsi dopo una pasta alla norma deliziosa ed un neanche mi che non sta mai male (:***)…
E poi di Villa Manin, del concerto di Dea Bjork
che solo a ripensarci mi vengono i brividi e della sua voce che intona Hyperballad mentre io sento il cuore che mi esplode dalla gioia, dei giri nei campi di pannocchie per trovare Gea pensando a Earth Intruders e del rientro alla realtà giusto in tempo per dormire tre ore e tornare al lavoro con ancora All is full of love in mente…
E anche le mie ulteriori giornate/notti/vite multiple al Centro,
il lunedì mattina al mare tutt’uno con “messaggi - scrivi messaggio - invia” e 21 ore in un solo giorno passate a lavorare, Roberto che mi offre il caffè e la sua spalla cercando invano di tirarmi giù dalle nuvole e le chiacchiere interminabili di stanotte con le tirocinanti argentine dopo una birra di troppo, il tutto mentre ripenso a Manuela che fa gli ordini per l’ex infermeria chiamandola stanza di Matilde e al nuovo letto comprato e montato per dar tregua alla mia schiena nelle lunghe notti solitarie ad Aurisina…
E infine del fattore fuckin’ tempo che non c’è,
delle attese che lasciano il tempo che il lavoro (non) trova e di me che, cercando risposte random senza neppure chiedere e poi domandandomi se a vincere alla fine non sarò davvero io, mi ripeto a mò di mantra
la stanchezza?
L’ultimo grido del prêt-à-porter.
Eeeeh! Allora ci sono ancora speranze per me e lo Spleen!!