Je suis le plus Mat des Surréalistes.
Data: May 22nd, 2007Categoria: ApatiCityTales, FlussoDi(in)Coscienza, ServizioCivile, SimpleDiary
Niente da fare.
Di giorno in giorno perdo il beneficio del dubbio. E quello del viaggio.
Mi rifugio nel lavoro, nel fatto che lunedì farò il mio primo contratto di progetto con un utente e nel fatto che questa è una responsabilità che mi riempie d’orgoglio, dato che mi si reputa così integrata nell’equipe da poter gestire qualcosa d’importante al pari dei miei superiori. Mi rifugio fra le pagine de La voce di Anais Nin, con la fastidiosa sensazione di ricalcare in maniera troppo naturale certi suoi accenti derivati dagli stessi dolori, dallo stesso sentire in questo modo così dannatamente sincero da non poter far altro che soffrirne. Mi rifugio nel desiderio di sentirmi meno sbagliata, di diventare più coscienziosa, d’imparare a chiudere lampi di stelle fuori dalla mia testa che sempre vaga, lassù, persa irrevocabilmente fra le nuvole.
Senza speranza.
[Insomma, ho bisogno di una vera vacanza. E se mi commento da sola, credo sia piuttosto palese. Argh.]