Ovvero, “non si è in grado di ascoltare i consigli degli altri e si decide di sbagliare sulla propria pelle perché sennò non si crescerà mai”.
Ovvero, l’aperitivo delle 17 Con Elisa fa uscire quella parte di me che fa paura.
Non so. Mi annoio e, a prescindere, non so.
Probabilmente il fatto che la mia amica col cuore a pezzi -per uno di quelli che non fai in tempo a pensare ti amo che già ti esce un vaffanculo- non risponda al telephono non è un buon segno. Il fatto che si sia messo a piovere giusto un paio d’ore dopo aver annaffiato l’orto del Centro ed aver scoperto che cipolle e patate non necessitano assolutamente d’acqua, neanche. E poi il fatto che Alioscia abbia una certa politica verso l’offrire da bere e preparare spriz da mezzo litro l’uno, beh, direi proprio men che meno.
Comincio a pensare che la psichiatria nuoce gravemente alla mia salute.
birra birra birra. mi manca il 25 aprile. e anche le osmize e il vino rosso osceno. il mio coiquilino panzorasta ti starebbe simpatico, trascorriamo le serate a guardare tv e bere birra mentre lui ci fa ritratti per esercitarsi. e poi adesso che fa caldo possiamo goderci il nostro balcone tops svuotato di birre (400 erano la scorsa settimana, quando le abbiamo portate al riciclo). viva i barebchiu. scusa l’incoerenza della mia composizione