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Con quali parole iniziano i cinque libri della tua vita? | Welcome to ApatiCity

(blogcatena ricevuta da batgirl)

1. Il mattino che mi alzai per iniziare questo libro, tossii. Qualcosa veniva fuori dalla mia gola, mi strangolava. Spezzai il filo che la teneva e la buttai via. Tornai a letto e dissi: ho sputato il mio cuore.

(La casa dell’incesto, Anais Nin)

2. Lo studio era pieno dell’intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d’estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore. Dall’angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com’era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all’immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un’arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.

(Il ritratto di Dorian Grey, Oscar Wilde)

3. Se stai per metterti a leggere, evita.
Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero. Salvati.
Ci sarà pure qualcosa di meglio alla tv. Oppure, se proprio hai del tempo da buttare, che so, potresti iscriverti a un corso serale. Diventare un dottore. Così magari riesci a tirare su due soldi. Ti regali una cena fuori. Ti tingi i capelli. Tanto, ringiovanire non ringiovanisci.
Quello che succede qui all’inizio ti farà incazzare. E poi sarà sempre peggio.

(Soffocare, Chuck Palahniuk)

4. Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un cielo giallastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la Rambla de Santa Monica.
“Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno”, disse mio padre. “Neppure al tuo amico Tomàs. A nessuno.”

(L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafon)

5. Aurelién Rocheferer era diventato apicoltore per amore dell’oro. Non che fosse avido di ricchezze, né che nel raccogliere miele vedesse la minima possibilità di arricchirsi, bensì perchè cercava in ogni cosa ciò che alquanto singolarmente egli chiamava l’oro della vita.
Aurelién Rocheferer era un essere in cerca di bellezza. Per lui l’esistenza meritava d’essere vissuta unicamente per i pochi istanti di magia che l’attraversavano.

(L’apicoltore, Maxence Fermine)

Passo il testimone a chiunque ne abbia voglia.
Sia mai dobbiate far le cose per forza.

7 Commenti su “Con quali parole iniziano i cinque libri della tua vita?”

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Soffocare l’ho amato molto anche io.
Per gli altri, ho preso nota.

#2

Ed io dei tuoi. Quello di Ammaniti, in particolare, mi sembra molto promettente.

argh argh.
vado un po’ in cerca di spazi in questi giorni.
e dormo nel resto del tempo.
domani riparto e poi parto.
cioè, prima me ne ritorno a roma e nel tardo pomeriggio mi involo di nuovo per il Brasile.
spero di restare a contatto.
spero.
un bacio.

1) RESURREZIONE di Tolstoi (il suo ultimo libro, scritto a circa 75 anni)
“Per quanto gli uomini, raccogliendosi su un breve spazio in parecchie centinaia di migliaia si sforzassero di snaturare quel tratto di terra su cui s’accalcavano; per quanto avessero ricacciato sotto le pietre la terra, affinché nulla ci crescesse sopra, e rinettassero qualsiasi erba ne spuntasse fuori, e affumicassero tutto il carbone e il petrolio, e mozzassero gli alberi, e allontanassero tutte le bestie e gli uccelli, la primavera era primavera anche in città.”
2) VIA COL VENTO, che ho letto almeno cinque volte!
“Rossella O’Hara non era una bellezza, ma raramente gli uomini se ne accorgevano quando erano sotto l’effetto del suo fascino”.
3) IL PIACERE di d’Annunzio, che considero principalmente un bellissimo libro su Roma:
“L’anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor mollissimo, aureo, quasi primaverile nel cielo di Roma.”
4) DUEMILAUNO ODISSEA NELLO SPAZIO, di A. Clarke che adoro anche in altri racconti e romanzi:
“La siccità si protraeva ormai da dieci milioni di anni, e il regno delle terribili lucertole era finito da molto tempo. Lì. Sull’Equatore, nel continente che un giorno sarebbe stato chiamato Africa, la lotta per la vita aveva raggiunto un nuovo diapason di ferocia, e il vincitore ancora non si intravedeva.”
5)IL GATTOPARDO, riscoperto e riletto dopo aver visto il film ai “lunedì” dell’Ariston più di un anno fa:
“La recita quotidiana del rosario era finita. Durante mezz’ora la voce pacata del Principe aveva ricordato i Misteri Dolorosi.”

Rispondo alla blogcatena sul mio Blog!!!
E uno dei libri è in comune…. ;)

Arrivata ’surfando’, mi colpisce il pezzo tratto dal libro della Nin. La adoro. Lo (ri)leggo tutto e leggo tutto il post, un paio degli altri romanzi li conosco già e per i restanti ho prenso un appunto, soprattutto per Maxence Fermine di cui ho solo Neve.
Quindi? Ti ‘rubo’ il giochino per farlo su uno dei miei blog e poi magari torno anche. ;)

#7

Toru, da parte mia solo certezze.

Wow Michela, devo dire che hai preferenze che meritano tutto il mio rispetto.

BellAlì! ;)

Io amo Anais al punto di non capire più dove finisco io ed inizia lei, Mirus. Non credo di essermi mai sentita tanto coinvolta da nessun altro scrittore, e da nessun’altra parola che non fosse sua.

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