Ovvero, meglio voltare pagina che rigirare il coltello nella piaga.
Ovvero, molto meglio rigirarlo su pane e Nutella.
Ma dicevo.
A parte l’essermi aggiudicata meno di un istante fa un prelavaggio 100% biologico gentilmente offerto dell’acquazzone in corso, qualcosa intorno a me si muove positivamente.
Fra la mostra MentalHospital che spero ingenuamente di poter allestire entro fine marzo (seee, come no!), fra la nuova carica di tecnica informatico.photographica della Mademar SRA e fra il mio solito impegno al Centro Diurno, beh, posso dire di ritenermi, per una volta, completamente soddisfatta di quello che sto facendo.
Ho passato fra l’altro la preselezione di un altro concorso internazionale di photographia e, pur non aspettandomi assolutamente di arrivare all’esposizione, è una di quelle cose che mi fanno gongolare l’autostima. Senza contare che sto iniziando a prendere in seria considerazione i consigli del mio omin0 e di Matteo relativi ad una scuola di photographia, ma di questo magari se ne parlerà nelle prossime puntate. E dopo sabato, davanti quel caffè che ci aspetta da un po’.
Forse sto iniziando a distinguere
l’insegna luminosa exit
in fondo al tunnel.
mi permetto di consigliarti un testo che potrebbe aiutarti per il tuo “mental hospital”:
storia della follia, michel foucault.
salut, giulia