The dark side of Mat.

Data: February 28th, 2007
Categoria: ApatiCityTales, DeliRandom, SimpleDiary

In effetti vivere con l’ansia sta facendo uscire la mia parte oscura.
Quella che non avrei mai neanche lontanamente immaginato potesse esistere. Quella che no, se c’è una cosa che non farò mai è proprio quella.

Si si.

Ora, il fatto che sia andata a comprare di mia spontanea volontà delle ballerine è già allarmante, ma il fatto che siano pure tempestate di brillantini è l’evidente segnale che ormai dell’original, old Mat non resta che l’ombra. Ops!, volevo dire la vergogna.
Ma forse è colpa dell’aperitivo delle 17.30 (!) con Franz, dopo il nostro collegamento telepatico da paura che farebbe sfigurare le puntate de Il bivio. Forse è colpa dell’entusiasmo per quel nuovo lavoro che scolorirà il verde pino delle mie tasche e m’impegnerà tutto il tempo che non prende già il servizio civile. O forse sarà perché le ballerine costavano in supersconto 10 ¤…? Non mi è dato di sapere. E intanto saltello con ai piedi una specie di lampada stroboscopica.

Ma parte questo, tutto normale.
Lo spirito di Jack è sempre vivo. Daniel’s, anche.

Ah! Volevo segnalare che questo sabato ci sarà l’inaugurazione della mostra “I segni del tempo” di Bruno Gripari, artista che realizza lacche vegetali e calligrafie utilizzando tecniche millenarie che hanno avuto origine in Asia Centrale, presso il meeeraviglioso concept spot Kamaswami (sì, quello del mio stage) a partire dalle ore 18:30. In qualità di photographa ufficiale dell’evento e soprattutto di fan dei lavori dell’artista, vi consiglio di fare un salto in loco perché non sono cose che si vedono tutti i giorni. Venire per credere.

(:

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