Alla fine ci sono stata all’inaugurazione,
sfidando il mio dito bordeaux ad entrare nello stivale
e poi trascorrendo il giorno dopo, ieri, a piangere dal dolore.
Ma era questione di priorità.
L’esposizione è molto carina, la mia photo è la primissima entrando nella sala e, parlando col qualche personaggio importante della giuria, pare sia stata una delle più apprezzate in assoluto. Il che mi ha fatto così felice da trasformarmi inevitabilmente in un pomodoro, e si sa che per natura il pomodoro, specialmente quando si emoziona, ha qualche problema a proferir parola. Ma vabeh.
Me ne sono andata zoppicando dopo un’oretta, con un bellissimo mazzo di fiori arancio regalatomi da mia sorella per l’occasione in una mano ed il catalogo della mostra nell’altra, fiera di esser sopravvissuta sorridente fino a quel punto con un probabile dito rotto nella scarpa e la pressione sotto i tacchi per l’overdose di complimenti. Il tutto pensando che dovrei iscrivermi ad un qualche corso di supporto per timidi all’ultimo stadio dall’arrossamento facile. O almeno ad un corso per imparare in extremis il linguaggio dei segni.

Ma a parte la parentesi autocelebrativa, il fattore Lucky mi preoccupa sempre di più. Ieri ho accompagnato due persone a vederlo che alla fine hanno deciso di non prenderlo e, calcolando che erano la sua unica possibilità per scampare il canile (dato che nessun altro mi ha chiamato), beh, c’è poco di cui star tranquilli. Per cui, nuovamente vi prego: spargete la voce il più possibile, mandate mail e chiedete a tutti se hanno la possibilità di prendere un cane, perché la situazione è veramente grave ed io, da sola, purtroppo non sono riuscita a fare il miracolo in un mese di annunci e passaparola. Aiutatelo!