Ovvero, “il funerale allegro”.
A seguito della scandalosa rimozione delle panchine in Piazza Venezia da parte dell’amministrazione comunale per “evitare che vi si trattengano persone poco desiderabili, quali drogati e clochard”, oggi alle 16.30 dalla piazza stessa è partito il “funerale allegro delle panchine“, protesta pacifista capitanata da Vinicio Capossela, Paolo Rumiz, i cabarettisti del gruppo Pumpkin del teatro Miela ed il piacevolissimo sottofondo musicale (molto Bregovich) dei Donald Trumpets.
Il corteo si è snodato per il centro storico della città contando, nonostante il freddo, più di mille presenze armate di cartelloni meravigliosi (ricordiamo un impareggiabile “Bandelli basta con le seghe”) e di una “panchina disobbediente” portata tappa dopo tappa a spalla dai giovani del Centro delle Culture, coronando il tutto in Piazza Unità fra musica e risate con l’intervento di un prestigiatore americano accompagnato dalla fisarmonica di Capossela e da una prorompente allegria generale.
E’ stato inoltre distribuito un simpaticissimo “raccontino splatter scritto su una panchina abusiva”, che rende decisamente bene l’idea della persona cui abbiamo a che fare: una persona che crede che basti sbarazzarsi di alcune panchine per eliminare il “disagio” -perché in questi termini lo si pone- che imbruttisce la città-cartolina (dei suoi sogni).
VERGOGNA!
(E passando a delle considerazioni personali, devo dire che il cappello di Vinicio è una figata ed un giorno -tempo che ci si affezioni perché l’ha preso da una settimana- sarà mio. E che avere il suo autographo sul moleskine mi fa sentire tanto una quattordicenne tutta sms e tvb. E che la manifestazione di oggi è stata la più bella, e forse la più giusta, di tutta la mia vita. E che ti amo. Oh, se ti Amo.)