Anche per oggi ho rimediato in sequenza:
- un risveglio tutt’altro che idilliaco ed in ritardo rispetto alla tabella di marcia, con doccia quasi gelida e conseguente malumore servito a parte;
- un’overdose di millecinquecento mg di caffeina ad incrementare quel particolare nervosismo patologico che caratterizza ogni nuovo incontro;
- una corsa per città ed un quasi schianto facciale stile carta da parati con un simpatico autobus, il cui conducente credo debba fare molta più pratica con le svolte a destra per non finire dritto fino all’inferno;
- una figura a dir poco barbina con Andrea che, ripensandoci adesso che sto facendo pace col cervello, mi vien da chiudere la mia vita per ferie e seppellirmi con la mancata salute mentale nel protagonismo sociale;
- il salto del pasto per uscire fra poco con Gea, che sicuramente mi porterà in un qualche pub dove sbaverò sulle sue patatine chiedendomi che razza di figura idiota è San Digiuno;
- la sensazione che forse, per oggi, sarebbe stato più prudente fare una cura del sonno, per preservare quel minimo di dignità necessaria per non distruggere il mio vacillante labirinto mentale.

Il fatto che siano appena le 14 non mi convince per niente.
Il fatto che necessito di un altro caffè anche meno.

Un buon esorcista?

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