Mi si è risvegliata la voglia di scrivere.
Le comunicazioni interrotte d’estate ora lasciano spazio all’autunno fertile per la mia rinascita, così svaporo fra le righe accompagnandomi ad un assaggio dei Deliri di Rimbaud, riconoscendomi nel suo aver inventato un colore per ogni vocale… Solo che per me è tutto capovolto, la i è gialla per forza come la e può essere solo verde, e si va avanti così come per un cane che si morde la coda, come le parole che sgorgano dalle labbra come un infinito nastro di velluto.
Come un moderno Les Champs Magnétiques.
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C’è stato un momento in cui mi son detta che tutto è già stato scritto ma, se le emozioni hanno sfumature immense, chi ha tracciato il limite per raccontarle? E se un limite dovesse esistere davvero, benissimo: peccherò sempre di superbia per cercare di superarlo.
…come le parole che sgorgano dalle labbra come un infinito nastro di velluto.
bella… complimenti, profondissima!
e se le labbra fossero le tue? quell’infinito nastro prenderebbe il sapore della tua rossa carne…. salirebbe per il filo del tuo naso e accarezzerebbe le tue lunghe ciglia… io non so chi sei ti ho trovata per caso ma le tue parole e la tua foto sono profondi come i mossi dei tuoi capelli….
passante per caso
p.s. spero di non aver scritto troppo al passante nel futuro corrente ( il tuo post è del 2006)