Oggi è l’assurdo.
Mi ritrovo ad ascoltare dopo anni in loop Alla fiera dell’est con gli occhi chiusi, cercando di non sbagliare la sequenza di topi, cani, gatti e via dicendo con la penultima sigaretta fra le labbra ed una stanchezza addosso inenarrabile, che mi fa inevitabilmente entrare nel meraviglioso mondo del brainstormig quando arriva l’angelo della morte che, nella mia testa, è ormai il Matt Damon dell’amato Dogma (che con Branduardi non c’azzecca giusto un cavolo, ma che importa?).
E’ che dopo un pomeriggio immerso nella natura e nella geometria psichedelica del vestito di Gea a far photo cercando di mantenere un minimo di professionalità, è piuttosto logico esser un po’ provati. Ma forse non lo è vedere il cielo viola a pallini che ti si apre davanti a mò di fuoco d’artificio.
Mmm.