Essì. Perché quando decido per un risveglio alle 7.09 (io non metto MAI un’ora convenzionale alla sveglia) per lanciarmi in un’incursione photographica senza precedenti, è logico che fuori ci sia giusto quel leggero Borino che ti accartoccia anche i sentimenti -che prima dalla finestra non avevo notato- ed il mare in tempesta forza 5 di contorno. Si si. Com’è logico che mi venga improvvisamente l’ideale geniale di schiarirmi le idee passeggiando per il molo Audace, senza farmi venire minimamente il sospetto che, se non c’è traccia di vita nel raggio di 1 km, un motivo magari anche c’è… (E’ che sto ancora aspettando fiduciosa di scendere dalle nuvole, anche se mi sa che faranno prima a prendersi loro questo disturbo. Ma vabbeh.)
E insomma, mentre nella mia testa partiva la colonna sonora di Rocky, mi sono lasciata investire da questa tiepida brezza senza timore e con la Lebowsky salda fra le mani, con i capelli ormai afro liberi di spettinarsi di modo da incrementare le vendite del Sunsilk e la solita gonnellina svolazzante in modalità aquilone che tanto fra poco c’è la Barcolana ed anche io voglio fare vela a modo mio, sola nel sole ed in compagnia di tre meduse giganti che stavano quasi per volarmi addosso molto friendly fra un’onda e l’altra. E non contenta mi sono pure seduta ad osservarle mentre cozzavano sui gradini cercando di accendermi la sempiterna sigaretta, ricavandoci un accendino finito da buttare ed una pioggia di tabacco stile film Japan che faceva molto pubblicità progresso per smettere di fumare. E la cosa veramente bella è che non sono riuscita a scattare un bel niente, ché la leggera brezza ha una certa politica verso i photographi audaci che provano a sfidare quelle simpatiche folate da *ti.butto.per.terra.now*. Wow.

Chissà se un giorno finirò questo benedetto rullino…

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