Eh si, non preoccupatevi: esisto anche oltre al blog, che pure trascuro perché la vita non mi dà tempo per starci dietro, per starmi dietro. Così mi rincorro a perdifiato fra le pagine del calendario cercando di ricordare più cose possibili, cercando di fare più cose impossibili per sdoppiarmi una buona volta e riuscire a far tutto. [In sunto, non appena ho un briciolo di tempo rispondo a tutte le mail lasciate indietro di qualche pagina, promessocrocesulcuore.]
_respiro_
giro pagina e
E sono tornata a casa adesso, dopo il solito KamaStage e le insolite gitarelle obbligate su millemila autobus che deviano il percorso senza avvisarmi, costringendomi a perdere oooore fra corse&rincorse per arrivare dal mio medico all’altro lato della città sfavillante di pioggia manco fosse uno swarovsky. E così la povera Mat ha pure preso un freddo della madonna, lei così tenera in felpetta leggera fra sfilate di cappotti sottratti alla naftalina grazie alla Bora forza mille spuntata verso l’una giusto per l’occasione. Logico, no. Ed adesso un boccone al volo, 5 minuti di tv per scrollarmi l’intelligenza di dosso e via di nuovo, al PillowFight che inizierà alle 18 in Piazza Unità sempre se qualcuno si presenterà sfidando le furie del tempo. Bah. Mal che vada un caffè non me lo toglie nessuno, e poi ho visto giusto qualche pozzanghera niente male per la mia ispirazione…
La cosa bella di oggi, fra tutto questo caos, è che dopo secoli mi sono affacciata al mare quando col cielo in tempesta ha il colore freddo che potrebbe avere il vento se dipinto, ed ho fumato una sigaretta passando le dita fra i lampioni accesi d’arancio pensando a quante photo nel tragitto ho immortalato con gli occhi. Pensando che a volte basta l’odore del mare per sentirsi a casa. Pensando che per me, l’odore del mare sarà casa per sempre.