Pioggia e ancora pioggia, mentre la neve elitaria se ne va a spolverare persino Venezia alla faccia nostra. Qui l’unico biancore è quello dello zucchero a velo sopra i dolci, nelle vetrine appannate e già apparecchiate per il Natale assieme a lucine e alberelli vari canticchianti. Che poi vorrei tanto sapere chi ha il coraggio di comprarli. Per non distruggerli a colpi d’ascia -magari inveendo contro una certa Wendy- entro due minuti, s’intenda.
Pioggia a parte, il risveglio è stato ottimo e giocoso stamattina, non fosse stato per la telephonata di una simpatica signora armata di eVVe moscia per dirmi se volevo un colloquio per un lavoro. Un lavoro chiaramente full-time, cosa non fattibile visto che son passati ormai mesi da che ho iniziato il corso di graphica. Immagino queste cose accadano sempre con poca tempestività , quantunque tutto ciò mi fa girare le palle poco natalizie che ho messo su per l’occasione. Crash.
Conto di riscattare umore e sorriso in serata, con un bell’happy-end alternativamente alcoolico, come si confà a chi non esce tutta la settimana aspettando il sabato sera per la distrazione.
Cambi una vocale ed è distruzione.