L’ApatiCity versione neve e Bora a (tr)asporto è una cosa da panico. La gente diventa nervosa ed impazzisce, gli autobus diventano fantasmi mentre tu ti trasformi in una statua di ghiaccio alla fermata, le vecchiette si attaccano ai lampioni per prevenire un volo a mò d’aquilone, ma fanno vela con le sottane lunghe [perché le immagini di Trieste d’inverno che passano per il tg NON sono affatto montature].
E’ come se il tutto fosse la scenographia di un film comico, dove si va avanti fra velocità doppia e scene mute, anche perché ingoiare processioni di foglie secche e cartacce non è proprio il massimo come dieta. Posso confermarlo.
E poi questo maledetto vento ha strappato un ramo alla mia adorata piantina casalinga di squisiti peperoni biologici e si è fumato ad ampie boccate la mia risorsa di nicotina del mattino. Sob.
L’unica cosa a salvare la giornata sono questi primi, timidi fiocchi di neve che, limpidi e teneri, stavano facendo simpaticamente ammazzare la detestabile vicina del piano di sotto.
A volte il cielo ha davvero le risposte.