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Dammi attenzione
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Dammi giovinezza
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Dammi ricordi
Torna alla fine della primavera. Torna a me quando credo che l’estate sarà indimenticabile, con la fine della scuola finalmente ad un passo e la vita vera dietro l’angolo che aspetta solo d’esser afferrata. Trascorro le giornate collezionando freneticamente photocopie di storia dell’Arte e non vedo l’ora che venga l’esame e per cui mi faccio 3 interrogazioni di phisica in un giorno per non doverci pensare più. E’ un periodo duro ma sento già il sapore della libertà sulle labbra, pianifico con gli amici di sempre le nostre meritate vacanze al mare e strappo felice le pagine del calendario ogni giorno, solo per poter sentire la partenza un po’ più vicina.
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Dammi tensione
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Dammi nervosismo
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Dammi sospetto
Vai alla fine della scuola, quando comincio a non sentirmi troppo bene e penso ch’è strano sentire lo stress anche non studiando nè faticando per niente. Passo le notti a rigirarmi nel letto contando pecorelle, col problema che però ormai le pecore son diventate tutte viola e lo scenario cambia e si arricchisce di particolari ad ogni salto. Torna a me che inizio a preoccuparmi ma l’esame è fra pochi giorni e non ho ancora aperto libro, la testa gira spesso e volentieri ma è lo stress, che ci vuoi fare, è l’emozione.
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Dammi suspence
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Dammi disperazione
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Dammi disinvoltura
Vai al giorno in cui finalmente so, fra mezz’ora devo essere in piazza dove mi aspettano e non riesco a truccarmi perché le dita tremano troppo. Mi attacco al cellulare con Lui e vomito le prime parole che mi vengono in mente, nient’altro che la verità , ché le lacrime sono scese molte ore più tardi, una volta superato lo shock a forza di domande che rispondono ad altrettante paure. Poi vai ad un abbraccio lungo un giorno, scorri rapidamente fino all’esame e guardami piegata sul banco a dipingere; un sorriso al resto del mondo che sussurra “grazie di non rendermi partecipe”, un diploma e poi via per un conto in sospeso con quella vita che per me ora è morte. Scusa, mamma. Scusa, Dio.
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Dammi forza
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Dammi coraggio
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Dammi controllo
Torna indietro a quel pranzo in ospedale, quando nessuna marmellata alla pesca mi è mai sembrata così buona, specialmente pensando a quanto l’ho sempre odiata. Ricorda la faccia preoccupata di Lui quando finalmente gli permettono di vedermi, le mille visite da altrettanti dottori con altrettante siringhe, quel senso di vuoto che non mi lascia mai malgrado ci sia un tubo di pringles che mi aspetta in macchina per riempirmi lo stomaco. Non parlo molto, tengo gli occhi chiusi per non farmi guardare dentro, voglio andare a casa. Finalmente esco e fra le mani ho una rosa talmente bella da farmi impallidire, talmente rossa da farmi stare male.
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Dammi pietÃ
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Dammi un’altra possibilitÃ
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Dammi redenzione
Torna a qualche mese dopo. Torna a me che seppellisco quell’estate indimenticabile -che d’indimenticabile ha avuto solo il peso del mio dolore- sotto un cumulo di parole. Guardami mentre penso all’università , al futuro, a come festeggiare i DueAnni con Lui e a che sorriso far indossare al mondo per restare in pari con il mio. Guardami ricostruire una vita, la Mia vita, non dimenticare mai quel battito ma non morirne più in assenza. Ora segui le mie dita mentre scrivono la parola fine a questo ricordo ed a questo tributo al genio indiscusso di Palahniuk.
E finalmente.
Scusa, Mat. Vaffanculo, Dio.