In un reading di circa 11 ore stanotte ho divorato
Il Codice Da Vinci, restando assolutamente affascinata dalla trama, gli intrighi, dai personaggi e dalla narrazione di Dan Brown, così scorrevole e dettagliata da farmi rimpiangere d’averlo finito in così poco tempo. Alla lettura ho accostato dei controlli su Internet per verificare almeno in parte l’attendibilità delle informazioni, incappando così in milioni di rassegne stampa pronte a condannarne il contenuto per innalzare la Santa Chiesa “offesa” fra le righe. Ora, credo sia chiaro che il Codice Da Vinci non si pone come un testo storico essendo un thriller, dunque non riesco a capire questa operazione di smantellamento letterario e spirituale nei confronti di un Dan Brown che tranquillo si è messo solo a raccogliere informazioni da testi precedenti, analizzando la “scandalosa” possibilità che forse sulla vita di Cristo ci hanno raccontato la favola sbagliata. Non capisco inoltre perchè la Chiesa abbia tirato subito fuori le unghie per un romanzo, col risultato solo di rafforzare le idee espresse nel libro suggestionando ulteriormente il lettore. Paura?
E’ chiaro che la struttura portante de Il Codice Da Vinci possa essere questione di discussioni, ma davvero mi sfugge il motivo di attribuire ad un semplice thriller, che si basa solo su teorie scritte in precedenza, dei contenuti eretici nell’ormai 2005.
Che cerchino di nasconderci davvero qualcosa o che siano loro stessi a vivere chiusi in una fede che non avrà comunque mai testi del tutto attendibili, la curiosità non si placa. Ed io mi ci appassiono.