(non)Senti(che)menti(?)
Ancora la notte
dalle labbra rosse
s’inventa mio scheletro,
livido nascosto
dietro la curva dell’orecchio
per necessitÃ
-
Non voglio più ascoltare
di lune dimenticate
dentro la ruvida cornice
di stelle spaiate sul soffitto
ché io sola sentivo
pasteggiare lunghe ombre
accavallando le gambe,
come sentinelle pronte
a graffiare l’origine di vecchie storie
-
Ed ora che ho abbastanza
nomi, cognomi e proverbi
per un destino che non ha casa,
non voglio aver più sguardi per rivestire
la bugia di un’altra notte a metÃ
.